POLITICI IN GUERRA SUI VACCINI

POLITICI IN GUERRA SUI VACCINI

di CARLO VALENTINI

I 5stelle alla guerra. Quella dei vaccini. Vogliono l’obiezione di coscienza, cioè che i genitori siano liberi di scegliere se vaccinare o no i loro figli. Così stanno cavalcando il dissenso verso quelle leggi regionali, in Emilia-Romagna, Calabria e Toscana ma tra poco anche nel Lazio e in altre regioni, che non consentono l’iscrizione nei nidi e nelle scuole materne pubbliche dei bambini privi del certificato di vaccinazione. Erano coi No-Tav, adesso sono coi No-Vax. La parlamentare Dalila Nesci, capogruppo M5s in commissione Sanità, ha chiesto che “Il governo impugni davanti alla Corte costituzionale le leggi regionali che consentono l’accesso alle scuole materne soltanto ai bambini vaccinati. È una grave violazione costituzionale, un’entrata a gamba tesa nella potestà dello Stato, che tutela il diritto all’educazione dei minori”.

La contestazione dell’obbligo della vaccinazione ha fatto inviperire l’ordine dei medici, che vuole addirittura una legge nazionale di fronte all’aumento dei casi di contagio che sarebbero determinati dal disuso in cui sono cadute le vaccinazioni. Ma a Bologna i 5stelle vanno avanti e spalleggiano il comitato Vaccipiano, che riunisce i genitori contrari alla legge e che ha presentato ricorso al tribunale amministrativo, la discussione è fissata per il 4 aprile. Addirittura il comitato ha indetto una manifestazione per il 25 aprile intitolata: Liberazione dall’obbligo vaccinale.

L’affaire-vaccini si trasforma (com’è d’uso in Italia) in polemica politica. I 5stelle lanciano il j’accuse al Pd per la legge sui vaccini? Risponde per le rime il segretario emiliano del Pd, Paolo Calvano: “I 5 stelle usano la paura per racimolare qualche consenso anche a scapito del benessere di tutti. Noi abbiamo scelto di stare dalla parte della scienza, dalla parte della tutela della salute pubblica, dalla parte di una comunità sicura”.

Non si tratta di un problema circoscritto a una regione. In altre parti d’Italia i 5stelle stanno sollevando la questione e anche nel blog di Beppe Grillo sono comparse posizioni anti-vaccinazione che hanno sollevato critiche dal mondo scientifico. Perfino un giornale inglese, il Guardian, s’è occupato del problema e ha definito il movimento “un partito di antivaccinisti”, citando un video, realizzato durante uno spettacolo di Grillo, in cui il comico mostra un grafico e asserisce che il vaccino contro la difterite non serve a nulla perché la malattia sta scomparendo. A poco sono valse le precisazioni e le smentite degli scienziati, come Roberto Burioni, medico immunologo al San Raffaele di Milano, che dice: “Una sana alimentazione e delle buone condizioni igieniche sono auspicabili, ma un bambino sano che vive in condizioni igieniche ideali e perfettamente alimentato può comunque contrarre il morbillo e morire. I vaccini sono indispensabili e insostituibili nel prevenire gravissime malattie”.

Il ministero della Salute è intervenuto pubblicando i dati della recrudescenza del morbillo: 6700 casi di contagio nei primi tre mesi dell’anno, + 230%. Ma sembra un dialogo tra sordi. L’eurodeputato grillino Piernicola Pedicini dice che “una vaccinazione di massa obbligatoria è un regalo alle multinazionali farmaceutiche”. E in un documento ufficiale degli europarlamentari 5stelle è scritto: “L’interrogativo “Devo vaccinare mio figlio?” nasce da un problema di fiducia, anzi di mancanza di fiducia: verso le case farmaceutiche che trasformano la salute in profitto”.

A Torino un gruppo di pediatri (si sono firmati) ha inserito un grottesco post su Facebook: “I pediatri dello studio medico G.Galilei, il papà e la mamma del piccolo bambino ricoverato all’ospedale Salesi in condizioni critiche perché contagiato dal morbillo ringraziano sentitamente i genitori che non vogliono vaccinare i propri figli consentendo il dilagare di una malattia che nel 2017 sarebbe dovuta essere estinta”.

Di fronte alla levata di scudi dei medici la senatrice grillina Elena Fattori cerca di aggiustare il tiro: “Il movimento non è antivaccinista ma crede che l’approccio basato sulla raccomandazione sia più efficace di quello basato sull’obbligatorietà. Se le coperture vaccinali calano evidentemente le modalità d’informazione e supporto alle famiglie non sono adeguate, come non lo è la rete dei centri vaccinali. Bisogna sostenere politiche di prevenzione tramite una corretta e completa informazione alle famiglie”.

Il fatto è che le prese di posizione dei 5stalle incominciano a preoccupare anche chi non ha sposato la tesi dell’obbligatorietà e potrebbe ora essere costretto a farlo. E’ il caso di Luca Coletto, assessore alla Sanità del Veneto: “Purtroppo negli ultimi tempi le campagne contrarie, soprattutto sul web, si sono moltiplicate, accompagnate anche da una serie infinita di vere e proprie bufale, e ora registriamo un calo delle vaccinazioni a cui potremmo essere costretti a far fronte”.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*