5STELLE NEL VENETO COME A ROMA
Foto Vincenza Leonardi - LaPresse13 10 2012 EtnapoliticaBeppe Grillo sull'Etna, comizio a 2000 metriLa Tappa sul Vulcano Etna , Tour di Grillo a sostegno di Giancarlo Cancellieri , Candidato del Movimento 5 Stelle alla Presidenza della Regione SiciliaNella Foto Beppe Grillo

5STELLE NEL VENETO COME A ROMA

 

di CARLO VALENTINI

Non è indolore per il M5s quello che sta accadendo a Roma, con buona pace di Beppe Grillo e delle sue rassicurazioni sul blog. Non passa giorno che non si verifichino defezioni, per altro destinate a lasciare il segno perché si tratta spesso di grillini della prima ora, coloro che posero le basi in periferia per il successo del movimento. L’ultimo a sbattere la porta è Carlo Zanatto, 5stelle doc, un tempo attivissimo nel Veneto, risiede a Marcon, 17 mila abitanti vicino a Venezia. Il suo j’accuse è durissimo e il suo addio potrebbe provocare una vera e propria fuga da Grillo & Co poiché le vicende romane sono vissute con grande sofferenza dai gruppi pentastellati lungo la Penisola.

Lo sfogo di Zanatto è circostanziato: “Ogni stagione ha i suoi frutti. E il frutto del movimento 5 stelle è cresciuto bene all’inizio ma non è maturato come mi aspettavo. Non mi ritrovo più in chi conduce il movimento sbandierando princìpi che poi nella pratica non applica, lasciando vita facile a chi i principi non li rispetta, invece di essere rigoroso quando serve. Credo di aver tentato tutte le strade per capire se qualcuno poteva agire per far rispettare quelle poche regole che ci siamo dati ma evidentemente conta di più raggiungere la sedia più alta che ammettere il peccato e correggerlo. Sono consapevole che in molti ci sostengono ma proprio per questo credo di dover essere onesto fino in fondo e rinunciare al mio impegno prima di portare a governare una forza che non rispecchia più quello che volevamo realizzare. Pertanto saluto tutte le brave persone che ho incontrato ma non voglio più avere a che fare con cadregari, approfittatori, svalvolati…”.

Il Veneto è diventata terra difficile per il movimento, dopo i festeggiamenti per avere conquistato il Comune di Chioggia. Ma anche qui, a pochi mesi dall’insediamento, il sindaco è in bilico. Ha già dovuto far fronte a dimissioni, clamorosa quella dell’assessore ai Lavori pubblici, Marco Boscolo Bielo, che afferma: “Delle iniziative che erano state da me messe in piedi e intraprese durante il mio assessorato non ho ancora visto gli sviluppi. Se per caso il sindaco o chi per lui tenteranno di “scaricare” le colpe di eventuali ritardi su altri, valutata la natura delle loro giustificazioni interverrò senz’altro pubblicamente per amore di verità, poiché detesto chi rifugge le proprie responsabilità in ispecie quando si rivestono cariche pubbliche”.

Non male tra il sindaco e il suon assessore, ora ex. Contro il primo cittadino ora pende un esposto in Procura che ha compattato tutta l’opposizione, infatti consiglieri Pd, Lega e Fi hanno firmato il documento consegnato ai giudici in cui si sostiene che il sindaco è in conflitto d’interessi e non poteva neppure essere eletto. Casus belli è una concessione a una società di cui è socio, che una sentenza del consiglio di Stato ha ritenuto irregolare. Così il sindaco si viene a trovare nel ruolo contemporaneo di controllore (come sindaco del Comune che deve applicare la sentenza) e controllato (membro della società a cui viene imposta la sentenza). La qual cosa ha creato mal di pancia tra gli stessi grillini, con critiche accese per esempio da parte della consigliera Maria Chiara Boccato, che per questo è stata messa in castigo: “mi hanno tagliato fuori –dice- perché non rispondo sempre “obbedisco””. Poi afferma: “Ci sono situazioni inspiegabili. Ammetto che il caos al parlamento europeo è stata una forte delusione, di cui ancora oggi non comprendo le motivazioni. Sinceramente capisco la scelta dell’on. Marco Affronte (passato al gruppo dei Verdi), è rimasto coerente con se stesso. Il M5s sta attraversando un periodo tormentato. Al suo interno ci sono diverse sensibilità in base ai temi che si affrontano, con discussioni accesissime su qualsiasi argomento”.
Tra l’altro lei ha presentato la proposta di dimezzare il gettone di presenza dei consiglieri comunali (dal massimo al minimo secondo la legge) e di parificare ad essi, quanto a trattamento economico, la figura del presidente del consiglio comunale. Un provvedimento molto grillino nello spirito ma accolto assai male dal sindaco e dai suoi colleghi, tanto da essere subito derubricato e si vedrà in futuro. Dice Maria Chiara Boccato: “Sì, c’è stata discussione e mi sono confrontata con alcuni del mio gruppo, cercando una soluzione condivisa da tutti riguardo i gettoni, dal momento che il gruppo non contestava il contenuto dell’odg ma la mancata condivisione. C’è da dire anche che nessuna amministrazione locale a Cinque Stelle pratica il minimo di legge in materia. Per cui ho comunque raggiunto l’obiettivo e riacceso la discussione interna sui gettoni di presenza”.
Insomma, uno dei punti-chiave della campagna elettorale di Grillo, quello del taglio delle indennità, non sembra trovare attuazione. Sarà polemica su questo punto in vista delle prossime elezioni. Quest’anno si voterà a Padova e Verona, il prossimo a Vicenza e Treviso. Due sono a conduzione centrodestra e due centrosinistra. Il M5s tenterà l’assalto e se mancherà l’obiettivo sarà comunque probabilmente determinante nel fare vincere l’uno o l’altro schieramento. Verona è l’unica città dove finora i grillini hanno seguito alla lettera il loro regolamento ed effettuato le comunarie, cioè la scelta online del candidato sindaco. E’ risultato più votato Alessandro Gennari, che però ha raccolto soltanto 85 voti: un segnale di stanchezza del movimento? Ma l’assenteismo è anche interpretato come protesta per il fatto che sul blog di Beppe Grillo l’annuncio delle votazioni è apparso senza preavviso, lo stesso giorno in cui si poteva votare, dalle 10 alle 19. Tanto che un grillino ha scritto, contrariato: “Ho appena votato, ma vorrei segnalare che l’email che mi avvertiva delle consultazioni mi è arrivata solo pochi minuti fa, cioè alle 14,30. Perché non provvedete ad inviare le email il giorno prima?

A Padova è in pole, ma catapultato dall’alto, il senatore Giovanni Endrizzi: in caso di fine anticipata della legislatura tenterebbe l’avventura in Comune.

Infine, lo strano caso di Mira (38 mila abitanti, provincia di Venezia) dove il dito nella piaga lo mette Federconsumatori, che in genere si occupa di tutt’altro ma in questo caso issa la bandiera del moralismo politico e lamenta lo stretto legame di parentela dei dirigenti 5stelle, una sorta di locale cerchio magico chiuso. Secondo il documento firmato dal presidente di Federconsumatori, Alfeo Babato, tutto si svolge “in famiglia”: “I consiglieri comunali Allen Biasiatto ed Elisa Marchiori sono marito e moglie. Il sindaco Alvise Maniero è convivente con la consigliere comunale e medico Elisa Boscaro. L’assessore all’Ecologia Maria Grazia Sanginiti nominata dopo il siluramento dell’ex assessore Roberta Agnoletto, da parte del sindaco, è invece moglie del deputato pentastellato Emanuele Cozzolino”.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*