VIRGINIA RAGGI E LA CITTA’ METROPOLITANA

VIRGINIA RAGGI E LA CITTA’ METROPOLITANA

di CARLO VALENTINI

Le caotiche vicende della formazione della giunta avranno ripercussioni sul prossimo esame elettorale di Virginia Raggi? Ovvero le liti interne al movimento 5stelle la indeboliranno? Il responso si avrà il 9 ottobre, quando sindaci e consiglieri comunali voteranno per la Città Metropolitana. Anche se si tratta di un’elezione di secondo grado i partiti stanno scendendo in pista. Sarà quindi una verifica per i 5stelle dopo il tanto parlare di una sindaca che fatica a entrare nel ruolo.

Uscirà probabilmente una Città Metropolitana di colore politico diverso da quello del Comune di Roma e sarà una nuova grana per la sindaca, che non a caso ha schierato tutti i sindaci 5stelle della zona eletti a maggio. Quattro le liste che sono state presentate: M5s, Le Città della Metropoli (promossa dal centrosinistra dopo la spinta unitaria impressa dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti), Territorio Protagonista (lista del centrodestra che raggruppa Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi con Salvini, Conservatori e Riformisti, Roma Popolare, Cuori italiani, Lista Marchini, Udc, Nuovo Centrodestra e liste civiche indipendenti) e il Patto Civico Metropolitano (lista civica presentata grazie alle firme di alcuni consiglieri e sindaci del M5S).

Non sfugge il fatto che il Ncd-Udc, alleato col Pd nel sostenere il governo Renzi, in questa occasione si presenti in alternativa al Pd, insomma Angelino Alfano gioca su più fronti.

A guidare la lista M5s è il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci , al secondo mandato e quindi non rieleggibile secondo lo statuto grillino. Ha avuto i suoi problemi: un’aggressione dalle parti dei lidi di Torvajanica all’inizio del mandato, il caso del “buono pasto con dolcetto” negato a un bambino figlio di una famiglia meno abbiente, un avviso di garanzia in seguito a una denuncia di una agenzia funebre, poi archiviata. Adesso tira le fila delle ambizioni pentastellate nella Città Metropolitana.

Gli uffici elettorali provvederanno all’esame e all’approvazione delle liste entro oggi e domani avverrà il sorteggio per determinare l’ordine nella scheda elettorale. Per votare bisognerà recarsi nella sede provinciale di Palazzo Valentini, in via IV novembre. Saranno1.647 gli elettori, ovvero il totale dei consiglieri e dei sindaci eletti nei 121 comuni della provincia di Roma. Il Consiglio metropolitano è composto da 24 membri. Sono eleggibili a consigliere metropolitano i sindaci e i consiglieri comunali. La carica di sindaco della Città Metropolitana spetta, invece, di diritto al primo cittadino della Capitale, Virginia Raggi. Che si ritroverà probabilmente in minoranza e il fatto che il sindaco di Roma sia in minoranza nella Città Metropolitana sarà un affronto non di poco conto. Questa polpetta avvelenata è stata pazientemente preparata dal presidente pidiessino della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che si è posto il comprensibile obiettivo di riconquistare la Capitale, puntando su elezioni a breve termine poiché, secondo i suoi calcoli, sindaca e maggioranza non reggeranno oltre l’inverno

Già la presidenza della Città Metropolitana è una grana per il M5s, contrario alle Province e agli organi che sono subentrati ad esse. Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, fu costretto da Beppe Grillo a rinunciare alla presidenza della Città Metropolitana di Parma perché, scrisse il guru, contraria al programma del movimento che non vuole enti intermedi tra Comuni e Regioni. Pizzarotti, già “sorvegliato speciale” per le sue rivendicazioni di autonomia, ubbidì a malincuore. Adesso la Raggi ha il placet, a dimostrazione di quella schizofrenia del movimento che il sindaco di Parma continua a denunciare. A differenza di Pizzarotti lei quindi potrà presiedere la Città Metropolitana. Ci riuscirà?

Ogni consigliere avrà un peso proporzionato alla dimensione, in termini di popolazione, del Comune di appartenenza. I consiglieri della Capitale avranno quindi un voto di gran lunga più pesante rispetto ai rappresentanti di tutta una serie di piccoli Comuni sparsi per la provincia ma anche rispetto a Comuni più grandi come Guidonia o Tivoli. I 5stelle possono contare sui Comuni in cui governano: oltre Roma, Civitavecchia, Pomezia, Marino e Genzano. Non basterà al M5s per avere la maggioranza e difficilmente, nella condizione di confusione in cui versa il movimento romano, i grillini riusciranno a fare breccia in campo avverso, anche se hanno avviato contatti con i civici presenti in molti Comuni romani.

Il fatto è che Zingaretti ha lanciato un appello che ha ottenuto l’assenso non solo del Pd ma anche di buona parte della sinistra radicale: “Costituiamo un gruppo unico che metta insieme tutte le forze alternative al M5s per fare fronte compatto nel consiglio della Città Metropolitana”.

Spiega: “Pur nei limiti che tale livello di governo sta rivelando, è evidente l’importanza politica di questo appuntamento. A Roma e nella sua area metropolitana serve il buongoverno. Mi sento di fare un appello all’unità, a promuovere un’esperienza nuova che dia vita ad una riorganizzazione positiva e unitaria delle forze in campo. Dobbiamo farlo perché in questa fase difficilissima della vita della nostra comunità dobbiamo garantire il cambiamento. E cambiare deve significare costruire e non distruggere. Rinnovare significa dare risposte ai problemi e non cavalcarli per lucrare sul malessere delle famiglie. Proviamoci, proviamo a costruire un’alleanza del buon governo e una lista che la rappresenti”.

Tra i tanti plausi, quello del senatore (Pd) Bruno Astorre: “Un’analisi lucida che individua nell’unione di tutte le forze di centrosinistra, politiche e civiche, la strada per un’azione concreta ed efficace nel governo di un ente importantissimo come la Città Metropolitana. Auspico dunque che si lavori per una convergenza verso un unico soggetto che sappia riproporre l’ottima esperienza di centrosinistra che governa in molte realtà, compresa la Regione Lazio. È davvero il caso di dire che l’unione farà la nostra forza”.

La vittoria della Raggi alle elezioni comunali brucia ancora nel Pd. La riscossa è sulla spalle di Zingaretti che cerca una prima rivincita con la Città Metropolitana. Se riuscirà a mettere in minoranza la Raggi, la sindaca si ritroverà ad operare sia con una Regione che con una Città Metropolitana ostile. Ostacoli non indifferenti su un cammino che appare già piuttosto faticoso.

Secondo le previsioni il M5s dovrebbe ottenere 10 consiglieri su 24. Una minoranza poco accettata, dopo avere conquistato la Capitale. Dice il coordinatore laziale dei 5stelle, ex consigliere comunale di Frascati , Emanuele Dessì: “Le regole sono state imposte dal Pd che nella riforma elettorale ha inserito un corposo premio di maggioranza. Ma non credo ci saranno problemi per governare. Centrosinistra e centrodestra provano a farci il biscotto ma non ci riusciranno”.

Per cercare di evitare l’onta, i grillini avrebbero elaborato la strategia di una lista civica amica. Così pensa Marco Silvestroni, portavoce romano di Fratelli d’Italia: “La lista Patto Civico Metropolitano è una foglia di fico del M5s , che ha messo in piedi una truffa ai danni dei cittadini, che dicono sempre di tutelare, e dei consiglieri comunali civici che sono stati vittime di un raggiro. I 5stelle non avendo la maggioranza nel consiglio metropolitano, utilizzano metodi da prima repubblica e i peggiori giochi di palazzo, che solo a voce dicono di disprezzare e combattere, così grazie alla lista civetta appoggiata da qualche civico essi tentano disperatamente di ottenere qualche seggio in più. E questo sarebbe il “nuovo”?”.

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