RAGGI GRILLO: LA RIVINCITA DI PIZZAROTTI
Il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo a Parma per sostenere la candidatura a sindaco di Federico Pizzarotti (d) il 18 maggio 2012. ANSA/ PIERPAOLO FERRERI

RAGGI GRILLO: LA RIVINCITA DI PIZZAROTTI

di CARLO VALENTINI

E Federico Pizzarotti, seduto sulla riva del fiume Parma, che taglia in due la città, si prende la rivincita. Scrive su Twitter: “Stando seduti in riva al fiume passa un sacco di gente #noleggiosalvagenti”.Lui è stato sospeso con una fatwa di Beppe Grillo per non avere comunicato un avviso di garanzia ricevuto un mese prima. Adesso come la mettiamo con Paola Muraro, che da aprile sa di essere indagata, e su Virginia Raggi che su di lei aveva giurato? E’ un problema di coerenza e a Parma gongolano: o il cerchio magico grillesco fa tabula rasa di Roma e caccia la Raggi e i suoi accoliti oppure Pizzarotti dev’essere reintegrato con tante scuse. I 5stelle, con Grillo in testa, che avevano incominciato la loro avventura amministrativa dalla città emiliana, la prima a essere espugnata, ora debbono tornare qui a lavare i propri panni.

Parole profetiche quelle che Federico Pizzarotti, con la fascia tricolore addosso, inviò a Virginia Raggi all’indomani della vittoria a Roma: “La mia raccomandazione è: ragiona con la tua testa. Se ci sono degli interventi esterni non va bene. Un conto sono i consigli: c’è una persona che conosco, è valida, ascoltala e se ti piace prendila. Un conto è dire: Nella tale posizione ci mettiamo Tizio. E’ un po’ diverso. Una persona deve essere competente per te, perché poi non avrai tempo e modo di controllare tutto quello che fa. Devi fidarti ciecamente. Avere uno staff a supporto non è necessario per il Comune, soprattutto se deve essere qualcuno che entra nel merito delle decisioni e spero davvero che non sia così. Appesantirebbe ancora di più il lavoro di un sindaco che ogni giorno deve prendere decine di provvedimenti in poco tempo. Non deve esserci un ulteriore livello decisionale per scelte che devi fare da solo”. E’ andata in tutt’altro modo. E a Roma è il caos.

Stranìta. E’ l’atmosfera che si respira a Parma, città che ha un sindaco fantasma, alla ricerca di un’identità. La vicenda sarebbe piaciuta a Ennio Flaiano che proprio a Roma scriveva: “La situazione è grave ma non seria”. Qui leggono i giornali e sembra che la querelle con protagonista Virginia Raggi arrivi da Marte. Sì perché i grillini di Parma sono stati i primi a conquistare il Comune e poi a distinguersi in un modo concreto di governare che, pur tra le contraddizioni, sta risanando un bilancio ereditato dissestato, e ha promosso un dialogo coi cittadini che, certamente perfettibile, è comunque finora l’unico esempio di traduzione concreta di uno dei punti del programma 5stelle.

Nonostante questo Beppe Grillo (e a suo tempo Gianroberto Casaleggio) non hanno voluto capire quello di cui adesso Grillo è costretto a prendere atto: un conto è urlare in piazza, un altro è governare una città.

La giunta di Parma è nata, senza polemiche, quasi subìto, non ha avuto i problemi di quella di Roma, eppure è stata scomunicata. Il bello è che la rottura è avvenuta (anche) sull’affermazione di autonomia e indipendenza da parte di Pizzarotti: “voglio amministrare nell’interesse della città e se non riesco a cancellare l’inceneritore, pazienza, svilupperò la raccolta differenziata”. Quell’autonomia che ora lo stesso Grillo invoca per Roma: “La Raggi? Deve arrangiarsi lei”. Schizofrenia? Pizzarotti non ha dubbi: “quando abbiamo incominciato a lavorare in Comune il vertice del movimento non era ancora maturo per questa responsabilità”.

L’affaire romano farà voltare pagina al M5s? Pizzarotti non vuole parlare di rivincita. Ma lui rimane (insieme a Chiara Appendino) l’unico significativo sindaco perntastellato saldamente in sella. A Livorno c’è appena stato bisogno di un rimpasto della giunta, a Ragusa s’è persa la maggioranza in consiglio comunale, a Gela e a Quarto i sindaci sono stati espulsi.

Il timore è che Roma rappresenti la tomba del movimento. Una preoccupazione aggravata dal fatto che a Parma il prossimo anno vi saranno le elezioni amministrative: Pizzarotti, senza una marcia indietro da parte di Grillo, organizzerà una lista civica grillina ma senza le stelle? Il gruppo locale pentastellato è tutto con lui. Il rischio per Grillo è la rielezione di un “suo” sindaco non più “suo” e con in più la sparizione del simbolo in quella che è comunque stata una città storiche per il movimento.

Certo, le dimensioni sono diverse, Parma non ha i problemi di Roma, ma il raffronto tra Pizzarotti e la Raggi e a dir poco imbarazzante. E a questo punto è imbarazzante anche il trattamento che il cerchio magico del movimento sta riservando ai grillini di Parma, increduli di essere trattati in questo modo. 11 consiglieri comunali 5stelle di Parma hanno scritto s Grillo, senza ricevere finora risposta: “Non è in dubbio la nostra ferma e di lunga data adesione ai principi fondanti del Movimento, ma è altrettanto certa la nostra delusione per la deriva della sua gestione e conduzione da parte di Staff e Direttorio, che ne calpestano i principi ed i valori a noi così cari. Che il Movimento debba avere un’organizzazione lo abbiamo sempre sostenuto e caldeggiato, anche a costo di critiche pesanti dagli stessi che ora di questa organizzazione fanno parte; altro è che le scelte sulle persone nominate non siano mai state trasparenti, meritocratiche e soprattutto condivise. Questo cozza con i principi del Movimento ed è inspiegabile come gli iscritti possano accettare tali imposizioni. Impossibile da digerire è il passaggio dinastico da Gianroberto a Davide Casaleggio, che non risulta in alcun articolo del NonStatuto, non essendo neppure stato sottoposto a votazione”.

Non solo. In queste ore, di fronte alla situazione romana, sui siti web di Pizzarotti arrivano tanti messaggi. Per esempio vi è quello di Lorenzo Battista che scrive: “Pizzarotti indagato e non lo dice è gravissimo e va punito. Muraro indagata lo comunica al sindaco Raggi che non dice nulla. Tutto ok?
”. Michele Denittis aggiunge: “Grillo adesso che fai, li espelli o te li tieni in base alla tua distorta logica?
”. E Sergio Granata:“La Muraro ammette di sapere di inchiesta dal 18 luglio. Da Onestà a Omertà”.         Ancora, Alessia Morani: “Grillo, hai detto che Pizzarotti ha tenuto un comportamento dannoso per il movimento. Ora con la Muraro che fai?”.

Parma laboratorio 5stelle, che vuole un’assemblea nazionale, ciò che il vertice del movimento non ha mai voluto prendere in considerazione. Dice Pizzarotti: “Tempo fa, rilanciando l’idea di un meetup nazionale, ovvero un’assemblea nazionale tra cittadini e portavoce, scrissi pubblicamente a Beppe Grillo queste testuali parole: “Ti chiedo: la volontà è quella di lasciare che le varie correnti del Movimento lo logorino dall’interno?”. Piaccia o no, lo accettiate o no, è quello che sta avvenendo. Sono due anni che mi spendo per l’idea di un meetup nazionale, allo scopo di neutralizzare le correnti e per rendere pubblico il dibattito politico interno al Movimento. Sono due anni che chiedo di fare rete tra i sindaci per superare crisi politiche e amministrative e mettere in campo buone pratiche di amministrazione, semplicemente “sfruttando” l’esperienza di chi fa il sindaco già da qualche anno. La risposta è stata una scandalosa e arbitraria sospensione nei miei confronti, che non poggia su nessun regolamento interno. Piaccia o no questa è la verità”.

Pizzarotti, incassata la rivincita su Roma, vuole fare saltare il direttorio: “Dicevano dovesse aiutare in base alle competenze, ma sono persone che non hanno mai amministrato nulla e l’impressione è che siano lì per controllare e ammonire”.

Infine su questa kafkiana vicenda che si dipana tra Roma e Parma, chiosa la moglie del sindaco, Cinzia Pilastri: “Sento delle tue difficoltà. Conosco un tizio che da tempo dice che fare il sindaco è un mestiere piuttosto duro, molto diverso dal fare opposizione. Quel tizio continua a farlo, con passione e dedizione per la sua città, senza risparmiarsi mai e senza chinare la testa. Coraggio”.

 

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