IL MESTIERE DI SINDACO 5STELLE. CHE SI DIMETTE

di Carlo Valentini

Storie di sindaci. Quello grillino, il più giovane (26 anni) primo cittadino del movimento e tra i più giovani d’Italia, getta la spugna. Troppo faticoso. E soprattutto troppo stressante, col fucile della magistratura sempre puntato e non per malefatte personali ma per quella responsabilità oggettiva per cui se un cittadino inciampa per strada e presenta un esposto è assai probabile che intanto il pm firmi un avviso di garanzia, poi si vedrà. Ma intanto sono grane e titoli sui giornali. Non solo. Ci sono pure da contrastare le quotidiane polemiche politiche. Alla fine il bicchiere si fa colmo.

Alvise Maniero è diventato sindaco di Mira (38 mila abitanti, in provincia di Venezia) nel 2012, strappando a sorpresa il Comune al ricandidato sindaco Pd. Il suo mandato scadrà il prossimo anno e quindi è tempo di pensare alle elezioni. Lui ha deciso di mollare e quindi di non ripresentarsi. Vanta un’efficace gestione del post-tornado che lo scorso luglio si abbatté sulla zona e l’avvio della raccolta differenziata dei rifiuti. Inoltre si è diminuito lo stipendio (per altro già assai modesto) di sindaco. Ma è stato investito da un altro tornado, quello giudiziario. A processo per lesioni colpose perché un ragazzino di 13 anni è rimasto gravemente ferito: era salito sul tetto della piscina comunale (in ristrutturazione) assieme a due amici ma un lucernaio aveva ceduto ed era precipitato nella vasca vuota, rimanendo paralizzato. Di chi la colpa? Del sindaco, perché quel lucernaio non doveva rompersi. Oltre al sindaco, sul banco degli imputati vi sono altre 6 persone.

Ha scritto Maniero sul blog di Beppe Grillo: “All’epoca ero eletto da meno di due mesi e non so in buona fede pensare come potrebbe risultare una mia colpa riguardo al fatto, che invece resta dolorosissimo. Nondimeno, ci tengo a rendere nota la cosa, probabilmente rischiando di creare più rumore del necessario: lo considero un mio dovere di trasparenza verso chi valuta queste cose importanti, e ci tengo a precisare che sono impaziente di collaborare in ogni maniera richiesta dalle autorità per una rapida (quanto possibile) ed esaustiva conclusione del procedimento”.

Grillo non ha preso provvedimenti contro di lui mentre al contrario ha sospeso, per un avviso di garanzia, il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. Un differente trattamento che fa dichiarare alla parlamentare veneta Pd, Silvia Fregolent,: “Gratta gratta e scopri che nel M5s non solo la quantità di indagati sfiora lo stesso numero dei comuni amministrati, ma che soprattutto le regole non esistono. O, meglio, che il criterio utilizzato dallo “Staff di Beppe Grillo” è esclusivamente quello della fedeltà al comico autonominatosi anche “Responsabile per le espulsioni””.

A rispondere agli attacchi è Mauro Berti, capogruppo in consiglio del M5s di Mira: “A differenza di Pizzarotti, abbiamo subito reso pubblico quello che era successo. Abbiamo pubblicato il fatto sulla pagina del Movimento a Mira e poi lo abbiamo anche comunicato allo staff di Beppe Grillo. Invito il Pd a guardare in casa propria e ai propri indagati che non sono inquisiti per atti dovuti, ma per sospette connivenze e complicità in tanti casi, con il malaffare”.

Al di là delle polemiche politiche la lentezza della giustizia ha esasperato il sindaco, da due anni sotto la spada di Damocle della magistratura. Nel 2014 la Procura di Venezia aveva chiesto l’archiviazione. Ma i familiari si sono opposti e il gip ha ordinato la riformulazione del capo d’imputazione, ravvisando carenze nella sicurezza (“la “bravata dei tre ragazzini – ha scritto- non era un evento imprevedibile, tale da ‘cancellare’ le responsabilità di chi doveva garantire la sicurezza nel cantiere”). Di qui il rinvio a giudizio, la prima udienza s’è svolta lo scorso gennaio e chissà quando si arriverà alla sentenza. La famiglia del ragazzo ha chiesto un risarcimento di circa 12 milioni di euro. Un pensiero non da poco per un sindaco che si è pure ridotto l’emolumento.

Perciò, addio Comune. “Non mi ricandido- dice- ho fiducia nei giovani del M5s. Ora mi concentro sul mio dovere di sindaco fino in fondo e poi il prossimo anno lascio l’incarico. I 5stelle lungo la riviera del Brenta sono cresciuti, sapranno portare avanti quanto ho fatto in questi anni”.

Tra i suoi fiori all’occhiello vi è il “bilancio partecipativo”. Spiega: “L’obiettivo del bilancio partecipativo è di mettere una parte del bilancio comunale a disposizione diretta dei cittadini, dando loro modo di decidere cosa farci, riqualificare un parco, ristrutturare una scuola, installare pannelli fotovoltaici. Abbiamo iniziato quest’anno, stanziando in via sperimentale 50.000 euro per interventi di investimento sul territorio. Ma abbiamo anche promosso la “discriminazione positiva”, ovvero diamo la precedenza alle categorie che normalmente non hanno rappresentatività. Nel nostro caso si tratta dei ragazzi under 30, che abbiamo coinvolto in decine di assemblee pubbliche. Alla fine ha vinto un progetto per la riqualificazione di un polo culturale giovanile”.

Maniero è studente alla facoltà di Scienze politiche. Attaccata al chiodo la fascia di sindaco potrà terminare gli studi. Non più tempo impiegato in diatribe politiche, come quella sull’assessorato all’Ambiente e Sport. Aveva nominato un avvocato, Roberta Agnoletto, poi le aveva tolto le deleghe secondo lei perché si era venuta a trovare in gravidanza: “Sono molto dispiaciuta. Non me l’aspettavo, la causa è la gravidanza e, quindi, l’imminente parto e gli impegni materni conseguenti”. La risposta del sindaco: “Nessuna discriminazione di alcun tipo.. A volte i soli titoli e le competenze pregresse non garantiscono l’efficacia nell’operato. Questa considerazione e gli obiettivi ambiziosi ci chiedono di analizzare continuamente l’attività dei vari assessori ed eventualmente di porre in atto dei correttivi”.

Il fatto è che l’assessore incinta è stata sostituita con Maria Grazia Sanginiti, moglie del deputato grillino Emanuele Cozzolino. Commenta l’ex-consigliere comunale civico, Fabio Zanchetta: “ Questi grillini hanno preso in pochissimo tempo tutti i peggiori difetti dei partiti. Piazzano amici e parenti nei posti chiave. Mancava solo l’abbinata assessore–deputato per completare il quadro. In consiglio a Mira abbiamo i consiglieri Allen Biasiotto e Elisa Marchiori che sono marito e moglie. Ci sono poi il sindaco Alvise Maniero e la fidanzata Elisa Boscaro, consigliere di maggioranza. E la contestata presidente del Consiglio comunale Serena Giuliato è legata a un consigliere grillino di Campolongo”.

Risponde il deputato grillino Emanuele Cozzolino, marito dell’assessore: “La scelta del sindaco è stata in linea con la caratteristica dell’urgenza. Si è dovuto scegliere fra gli iscritti del Movimento 5 Stelle della zona la persona più idonea per fare l’ assessore all’Ambiente. Maria Grazia al di là del fatto che è mia moglie ha un curriculum perfetto per ricoprire quel ruolo. Più avanti affineremo gli strumenti della democrazia diretta e certe decisioni potranno essere fatte con più partecipazione della base”.

Bisticci di politica locale. Da cui Maniero ora si tira fuori. Meglio la laurea che la fascia tricolore.

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