L’IMMIGRATO ANTI ISIS

di CARLO VALENTINI

Quello che non ti aspetti. Matteo Salvini e la Lega compatta dietro il leader non solo a difesa di un immigrato marocchino ma anche perché gli venga data la cittadinanza italiana. ”Gli immigrati come lui sono i benvenuti”: vuoi vedere che sta almeno in parte virando l’ossessione leghista anti-immigrati?

Succede a Padova. Dove Fouad Bamaarouf, 42 anni, ha superato una propria crisi di coscienza e denunciato il fratello, diventato simpatizzante dell’Isis e che farneticava di un attentato da compiersi a Roma, magari mettendo nel mirino papa Francesco.

La sua decisione di avvertire le autorità del pericolo, mettendo da parte gli affetti familiari, con la conseguenza che il fratello è stato subito espulso dall’Italia e consegnato alle autorità marocchine, ha pure tolto il coperchio su cosa bolle nella pentola della comunità islamica locale, che invece di appoggiare la decisione di Fouad di evitare il pericolo di attentati sul territorio italiano lo ha isolato, il suo gesto è stato bollato quasi come un’infamia nei confronti di un connazionale.

Di qui la discesa in campo della Lega, che governa la città di Padova col sindaco Massimo Bitonci, assurto più volte agli onori della cronaca per i suoi metodi bruschi e che solo qualche mese fa disse: “Abbiamo individuato una destinazione, certamente gradita ai nostri concittadini, per tutti i 210 extracomunitari che il governo vuole spedire in Veneto. La destinazione è Firenze. Siamo certi che, nelle mani del successore di Matteo Renzi, questi signori troveranno alloggio, vitto e migliori condizioni di vita. In Veneto non siamo in grado di prendercene cura”.

Adesso anche lui ha elevato Fouad a simbolo dell’immigrato buono, da accogliere paternamente. Insomma, la politica a volte è strana ed ecco i leghisti fare quadrato attorno al marocchino. Dice il segretario della Lega Nord di Padova, Andrea Ostellari: “chiederò al presidente della Repubblica di concedere  la cittadinanza italiana a Fouad Bamaarouf. La vicenda la dice lunga su come funzionano le cose in questo Paese. Dopo 16 anni di lavoro in Italia, Fouad rischia di perdere la catapecchia in cui vive a Monselice e finire per strada. La sua colpa? Avere avuto il coraggio di denunciare alle autorità suo fratello: un simpatizzante dei tagliagole dell’Isis. Peccato che ora l’Italia non faccia niente per chi ha collaborato alla sicurezza di tutti noi, senza guardare in faccia ai legami di parentela. Invece di incentivare questo tipo di comportamenti, come è successo troppe volte anche con i collaboratori di giustizia o peggio i testimoni di mafia, lo Stato si è dimenticato di Fouad. Auspico che il governo nazionale si adoperi per tutelare, con leggi speciali e davvero efficaci, chi collabora per stanare i terroristi che si nascondono nei nostri Paesi e punisca le comunità che isolano gli eroi come Fouad”.

Salvini ha dato l’ok: tutti da Sergio Mattarella a difesa del marocchino.

Fouad, 42 anni, è laureato in legge (in Marocco) e operaio (in Veneto). E’ in Italia da 17 anni. Non si aspettava la riprovazione di amici e di buona parte della sua comunità, tanto che confida: “I musulmani integralisti non mi perdonano di aver segnalato mio fratello ai carabinieri, mi dicono che l’ho tradito e che quindi ho tradito la comunità. Non esco più, nemmeno per bere un caffè: prima, quando incontravo un arabo, ci salutavamo, scambiavamo quattro chiacchiere, adesso, appena mi vedono, i miei connazionali si voltano dall’altra parte. Non mi rivolgono la parola. Ho anche iniziato a ricevere telefonate anonime. Sì, ho avuto solo guai. Non posso neppure tornare qualche giorno in Marocco. Mia madre mi ha fatto sapere che è meglio per me stare alla larga perché mi ucciderebbero”.

L’alleanza è un po’ strana ma Lega e Pd marciano assieme. Il sindaco di Monselice è infatti un pidiessino, Francesco Lunghi, e pure lui perora la causa del musulmano bistrattato perché è anti-Isis: “È il colmo- dice Lunghi- tutti invocano una presa di posizione dell’Islam moderato nei confronti di quello estremista e quando uno ha il coraggio di farlo viene emarginato. So che il signor Bamaarouf è una brava persona e va aiutata. La situazione è delicata. Non è tranquillo, anche perché tutti sanno dove abita. E lui ha paura, soprattutto di notte”. Il sindaco gli troverà una casa poiché il proprietario (qualcuno insinua che abbia ricevuto pressioni) ha deciso di vendere il fatiscente locale dove Fouad abita (300 euro d’affitto, senza luce e gas). “In ogni caso- aggiunge Lunghi- da lì deve venir via, lo sposteremo in una casa sicura e l’indirizzo sarà segreto”.

Una storia triste. Fouad accoglie il fratello Adil in Italia e gli trova un lavoro presso un piccolo imprenditore di Monselice. Qui però Adil si rivolge al figlio del suo datore di lavoro: “Vedo tuo padre al bar che beve anche liquori, brucerà all’inferno”. Il bambino si spaventa, trema e infine racconta tutto al padre. Bamaarouf junior viene licenziato. E’ assunto in un’altra azienda che però con la crisi lo mette in cassa integrazione. Non riesce più a pagare l’affitto, allora Fouad lo prende in casa ma vede che frequenta strani amici, guarda filmati che inneggiano all’Isis. Quando gli ripete alcune volte che “Bisogna far saltare tutto, Roma, la Chiesa. E’ meglio che io vada a combattere in Siria o in Turchia, perché l’Italia uccide il mondo arabo”, Fouad decide di parlarne coi carabinieri. Racconta: “Mio fratello non stava più bene in Italia e aveva preso una brutta strada. Io avevo la sua responsabilità e non volevo che diventasse un terrorista anche se non lo è mai stato e forse non lo sarebbe mai diventato perché magari era solo un brutto periodo e poi sarebbe tornato come prima. Il fatto è che non si è  mai integrato, gli italiani non li salutava nemmeno, frequentava brutte compagnie. Che dovevo fare?”.

Adesso ad aiutarlo sono la Lega e il Pd. Salvini stravede per lui, il Comune pidiessino gli sta cercando casa. Chissà se riuscirà ad ottenere la cittadinanza, come chiede la Lega. Per alcuni è un eroe per altri un traditore. Il fatto è che in mezzo c’è l’Isis con la sua scia di sangue.

15.04.2016

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