CASALEGGIO, UN SOGNATORE

di CARLO VALENTINI

Scomparso Gianroberto Casaleggio, Beppe Grillo dovrà riprendere in mano le redini del movimento che aveva un po’ allentate anche per tornare a fare spettacoli? “Questo lutto – risponde Federico Pizzarotti, sindaco 5stelle di Parma- potrebbe segnare una svolta nel movimento, nel senso che la scomparsa di Casaleggio potrebbe indurre Grillo ad accentuare il suo disimpegno e quindi occorrerebbe un ripensamento delle modalità organizzative. Grillo aveva un rapporto molto stretto con Casaleggio, la sua sofferenza è davvero profonda. Non è quindi il momento per parlare del movimento. Si vedrà, magari sarà l’occasione per chiudere con quello che è il passato, ma sarà Grillo a decidere”.

E’ l’addio a Casaleggio da parte di uno che è nato (politicamente) dentro al movimento, contribuendo a fondarlo in una regione non facile come l’Emilia ( fino a ieri definita la “regione rossa”), diventato a sorpresa, con la fascia tricolore, il simbolo dei grillini al governo (locale): “ il movimento –dice- perde un punto di riferimento, le strategie politiche di questi anni sono state frutto delle sue indicazioni. Ora, poiché Grillo in questi anni si è un po’ defilato per lasciare spazio agli altri, si apriranno fronti di discussione, ma è prematuro affrontare tale questione. Adesso è il momento del cordoglio e del ricordo”.

C’è forse una città che più delle altre è in lutto. A Parma governa infatti la prima giunta monocolore grillina d’Italia col primo sindaco pentastellato. Sono poi arrivati i sindaci a Livorno (nel 2014) e in una decina di più piccoli Comuni ma Federico Pizzarotti è rimasto la bandiera grillina nelle istituzioni locali, non senza tensioni con Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio (oltre che col cerchio magico romano) perché un conto sono gli slogan e un altro è governare o amministrare una città.

“Purtroppo- dice Pizzarotti- è una notizia che ci aspettavamo. Le sue condizioni di salute erano assai peggiorate”. Il sindaco di Parma è stato spesso a un passo dal venire inserito nelle liste di proscrizione del blog, talune sue prese di posizioni crearono dure reazioni da parte di Casaleggio (e Grillo) tanto che all’ultima manifestazione nazionale del movimento, a Imola, non venne neppure fatto salire sul palco (“non è un problema.- disse, stizzito. -Sono fuori dal palco ma giù dove c’è più gente”). E quando Pizzarotti chiese pubblicamente al movimento “uno scatto in avanti e un congresso” fu Casaleggio a rispondere: “Il movimento sono i cittadini. Dobbiamo parlare con loro e convincerli che sono loro a cambiare la società. Questa è sempre stata la nostra impostazione”.

Il sindaco non minimizza questi dissapori, pur nel dolore per la perdita del cofondatore del movimento e pur interrogandosi sul futuro dei 5stelle: “Sì, i dissensi ci sono stati e non sarebbe giusto negarli. Ma Casaleggio è colui che ha contribuito a realizzare qualcosa di importantissimo per il Paese, gli va riconosciuta la capacità di avere creato dal nulla, insieme a Grillo, un movimento politico diventato tanto importante, un merito che gli va ascritto al di là delle discussioni che ci sono state e che inevitabilmente si verificano in ogni contesto e soprattutto in ambito politico. Mi piace ricordarlo quando, non molto tempo fa, ci incontrammo a Milano e mi portò in un ristorante tipico dove mi disse andava spesso, fu un incontro più amichevole che politico”.

In politica veniva dipinto come un duro. “Era una figura riservata- afferma Pizzarotti- schiva, di poche parole, i suoi giudizi erano secchi, senza fronzoli. Per questo i giornali ricamavano, esagerando, sulla sua figura”.

Pizzarotti ha intitolato “Ci ha lasciati un sognatore” il ricordo che ha affidato a quella rete che per Casaleggio era un totem e sulla quale ha plasmato il movimento: “con un sogno ha costruito un progetto politico di cui il Paese aveva e ha ancora assoluto bisogno. Un progetto che sta a tutti noi, oggi, portare avanti con convinzione. Non posso e non voglio nascondere le discussioni che ho avuto con Gianroberto, non dirlo non renderebbe giustizia alla persona e all’uomo. Certamente è stato un idealista in un movimento che oggi, piaccia o non piaccia, è entrato nelle istituzioni italiane e ha contribuito a cambiare questo nostro amato Paese. Una marcia fatta di piccoli passi, ma di grandi intenzioni. Voglio ricordarlo sul palco di Roma al termine dello Tsunami Tour 2013, io avevo parlato poco prima e inaspettatamente ha preso la parola lui. Da persona riservata e di poche parole, mi aveva sorpreso non poco, ma al tempo stesso mi aveva fatto piacere”.

Gli fa eco il capogruppo 5stelle in Comune, Marco Bosi: “Penso a tutti coloro che hanno percorso gomito a gomito con lui questi ultimi anni difficili e faticosi. Al di là di ogni opinione politica, la forza e la dignità con cui ha contribuito a costruire, fino all’ultimo, questa realtà che è il M5S, gli fa grande onore”.

L’Emilia è però anche la regione dove si sono verificati i più forti contrasti all’interno del movimento e ha registrato il maggior numero di espulsioni. Uno dei primi radiati è stato Valentino Tavolazzi, ferrarese, tra gli animatori, agli esordi, del movimento emiliano, tanto che Pizzarotti lo voleva manager al Comune di Parma e scoppiò la prima lite con Grillo-Casaleggio, che posero il veto. Dice Tavolazzi: “Un conto è il cordoglio, un altro il giudizio politico. Mi spiace quello che è successo e penso al dolore della famiglia. Ma non nascondo che come leader politico non l’ho stimato. Ha il merito di aver innescato una nuova sensibilità nel Paese ma ha anche impedito che le promesse fatte, per raccogliere consenso e reclutare cittadini attivi, diventassero realtà. Ha dato energia al risveglio di milioni di italiani, ma al tempo stesso ha divulgato una finta speranza, mandando al macero l’unico progetto rivoluzionario, condensato nel così detto non-statuto,  dal dopoguerra ad oggi. Spero che il patrimonio di sensibilità civica e politica che lascia al Paese sia il trampolino di lancio per la costruzione di un vero movimento democratico e rivoluzionario di cui l’Italia ha tanto bisogno”.

Il Comune di Parma è intasato da messaggi di cordoglio e solidarietà. La giunta al completo parteciperà ai funerali. Meetup (le sezioni web del movimento) e blog sono listati a lutto. Anche i non grillini si uniscono al cordoglio. Tra i tanti, l’ex-deputato (eletto a Parma) Pierluigi Castagnetti, uno dei fondatori dell’Ulivo: “Le sue idee non hanno retto per tante ragioni la prova della concretizzazione….. Sostanzialmente perché la politica richiede la conoscenza dei suoi meccanismi oltreché la disponibilità di una classe dirigente di qualità. E peraltro quasi mai è destino degli utopisti arrivare al potere, ma il loro contributo non è mai vano”.

14.04.2016

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