LE FIERE IN ITALIA . BILANCIO E NOVITA’ A RIMINI

di CARLO VALENTINI

“Il sistema fieristico italiano – dice Lorenzo Cagnoni- è in salute e competitivo. Veniamo da un 2015 con un aumento dell’1,84% degli espositori e del 3,47% dei visitatori per le 59 manifestazioni internazionali di vertice. Il salto di qualità risiede nella capacità di trasferire sui mercati mondiali la nostra qualità organizzativa e di promuovere il made in Italy. Il governo ha mostrato attenzione ed ha onorato l’impegno di sostenere un piano ad hoc. L’auspicio è che si continui su questa strada perché le fiere rappresentano un volano decisivo per l’internazionalizzazione delle nostre imprese”.

Cagnoni è il presidente di Rimifiera, che ha chiuso il bilancio consolidato 2015 (presentato ieri) con un fatturato 74,9 milioni di euro (67,5 milioni al 31 dicembre 2014), un EBITDA (cioè il margine operativo lordo, ovvero Il reddito basato solo sulla sua gestione caratteristica, quindi senza considerare le attività accessorie, gli interessi. le imposte, i deprezzamento di beni e gli ammortamenti) di 12 milioni di euro (12,2 milioni al 31 dicembre 2014) e un utile netto di 3,7 milioni (3,4 milioni). La Fiera di Rimini è tra le poche in grado di dare un dividendo agli azionisti: 9,46 centesimi per azione (6,5 centesimi nel 2014). Il pacchetto azionario è detenuto da Comune, ex-Provincia, Camera di commercio, Regione e per il 15% da privati, per lo più associazioni di categoria.

Le 41 manifestazioni fieristiche hanno registrato 8.525 espositori. Oltre a 141 eventi nell’adiacente Palacongressi. Quest’anno nascerà una nuova fiera, Music Inside Festival, per intercettare il trend music&technology, saranno potenziati Macfrut (lo scorso anno a Rimini per la prima volta) ed Ecomondo Brasil (ha debuttato a novembre a San Paolo).

Ma come si sta modificando il modo di organizzare le fiere? “Le imprese –risponde Cagnoni- si attendono un ritorno certo dall’investimento. Se prima era sufficiente garantire contatti di business, oggi una fiera di successo è quella che esaudisce la richiesta di un contatto di qualità con le aree del mondo di maggiore interesse commerciale. Quindi occorre portare visitatori internazionali in fiera e accompagnare le imprese a rassegne nel mondo”.

La Fiera di Bologna, tra le prime in Italia, dopo una crisi di vertice sarà presieduta dall’ex-presidente della Fiera di Parma. Si arriverà a una sinergia tra Bologn, Parma e Rimini? “L’efficacia di questo tipo di operazioni è concreta – afferma Cagnoni- quando raggiunge risultati misurabili ed essa la si ottiene mettendo in piedi un progetto molto solido e dettagliato. Quindi prima delle formule di collaborazione va stabilito molto precisamente qual è il goal che vogliamo segnare. L’argomento non è nuovo, bisogna creare le condizioni perché la sinergia sia produttiva”.

 

16.03.2016

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